(Napoli Città dai mille volti, ma l'unico volto che sempre si presenta è sempre lo stesso...mafia, mandolino e pizza. La cultura non si mangia..che sciocca espressione)
Non la prende con filosofia, il presidente dell'Istituto italiano di studi filosofici.
Perché la sua creatura è a un passo dalla bancarotta.
Tranne appelli in fotocopia e volenterose campagne stampa, a Napoli poco o nulla si muove concretamente.
SOLO CONTRIBUTI PRIVATI. Fedele al motto secondo cui «con la cultura non si mangia», Tremonti ha cominciato a tagliare e non si è fermato più.
I finanziamenti oggi sono del tutto spariti tranne qualche raro e non certo robusto contributo di privati innamorati della forza di volontà e della caparbietà di chi, nel 1975, decise di fare del capoluogo campano il centro europeo e mondiale della divulgazione filosofica iniziando dal salotto di casa sua, in via Calascione.
POPPER E HOSLE PASSATI DA QUI. Da queste parti, lungo la stradina che si inerpica a ridosso della grandiosa piazza del Plebiscito, si sono fatti vedere - giusto per citare qualche nome - Karl Popper e Hans-George Gadamer e, più di recente, Vittorio Hosle, e cioè il consulente filosofico di papa Francesco.
BENEDIZIONE DELL'UNESCO. Nel 1993 un rapporto Unesco sottolineava una dimensione di rinascita intellettuale che non ha pari nel mondo: «L’Istituto organizza corsi e colloqui ovunque nell’Europa occidentale, pubblica opere in sei lingue, antiche e moderne, contribuendo a fare della sua città una vera capitale culturale».
Ma quello che tutti ci invidiano sta per essere polverizzato...clicca su qui
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